Il potere degli altri: tra buone relazioni e cattive relazioni

Siamo esseri sociali, il coinvolgimento degli altri è molto alto nella nostra vita. Il potere degli altri può esaltarci o può abbassare la stima che abbiamo di noi. Vediamo alcuni casi e delle scappatoie.

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Il potere intossicante di alcune relazioni

Il dottor Henry Cloud ne parla sotto vari aspetti nel suo libro “The Power of Other”: l’influenza che gli altri hanno su di noi, è sia sottovalutata sia immensa. Siamo circondati da persone che amiamo, persone che ci amano, che hanno delle aspettative per noi, che si appoggiano a noi… Abbiamo paura di deluderle, abbiamo paura di essere esclusi, di essere giudicati, rifiutati… Ecco quanto le relazioni possono essere intossicanti se non impariamo a distinguere la propria gestione emotiva dalle relazioni positivamente affettive.

Quante signore sento stanche perché “deludono” perennemente la loro madre… Peccato che queste signore hanno più anni di me e si aspettano di inorgoglire la propria madre settantenne, madre che non ha fatto che dimenticare di essere affettuosa per tutta la sua vita… La telefonata con la mamma sembra essere più pesante da affrontare che la riunione annuale con i capi dell’azienda!

Per alcuni di noi i ritrovi famigliari sono piacevoli momenti distensivi, per altri sono durissime prove sociali in cui essere selvaggiamente giudicati, insultati, ironizzati… A questo punto meglio starsene da soli…

Gli effetti del potere degli altri

E così nascono sentimenti non utili – anzi dannosi – per noi e la nostra “igiene emozionale”. Lo psicologo Guy Winch suggerisce proprio il concetto di prendersi cura della propria igiene emozionale come dell’igiene personale. Perché dovremmo lasciare che gli altri ci escludano, denigrino, abbassino psicologicamente… Secondo lui poi ci si ritrova a vivere sentimenti dannosi e malati come il rifiuto, la solitudine, il senso di fallimento… Situazioni emotivamente pericolose che lui tratta nel suo libro “Pronto Soccorso Emozioni”.

L’esperimento del rifiuto

Guy Winch racconta di un esperimento tenutosi nella sala d’attesa di un’università, a cui si accedeva per aderire a un esperimento scientifico. Nella sala si ritrovano tre ragazzi, uno ha una palla vicina in sala d’attesa, finge di voler giocare e così la tira a un tizio di fianco a lui e poi questi la tira al terzo tizio. Fanno un paio di giri e poi i primi due ragazzi si mettono a giocare da soli, escludendo il terzo tizio.

Dopo poco, il ricercatore fa ingresso in sala d’attesa e chiama nello studio il terzo ragazzo (soggetto ignaro dell’esperimento) e gli chiede se essere escluso dal gioco gli abbia fatto male emotivamente, se lo abbia fatto sentire escluso, discriminato. E il ragazzo, pur non conoscendo i due tipi (complici nell’esperimento) della sala d’attesa, dice di “Sì, mi sono sentito escluso”.

Il senso di rifiuto però continua a essere facilmente innescato anche se il ricercatore rivela (falsamente) che i due tipi si conoscevano e che facevano parte del Klu Klux Klan. Nonostante il ragazzo/cavia sapesse che i due tipi erano legati fra loro e disprezzabili (secondo l’aspettativa sociale e presa in considerazione dal ricercatore), il ragazzo sentiva ancora un senso di rifiuto dentro di sé.

E ancora, anche se il ricercatore alla fine rivelava al ragazzo che era tutto falso, che era questo l’esperimento… Nonostante la confessione, il ragazzo provava ancora un senso di rifiuto presente dentro di sé. La conclusione di questo esperimento è che: il senso di rifiuto è molto presente in noi, facilmente innescabile, anche se consciamente le condizioni non sussistono e che è difficile da eradicare…

Se non impariamo a gestire il rifiuto degli altri e il potere degli altri su di noi… be’, rischiamo di perderci veramente in un bicchiere d’acqua.

Il circolo virtuoso delle buone relazioni

Il dottor Cloud suggerisce di prendersi cura delle buone relazioni. Ognuno di noi necessita di buone relazioni che supportino e aiutino a andare avanti nonostante le difficoltà della vita. Le relazioni intossicanti sono opposte, stressanti, pericolose, dannose. Il potere degli altri su di noi deve essere SCELTO, selezionato!

Il Dr. Cloud ci va giù duro: secondo lui dobbiamo elencare le nostre relazioni e eliminare quelle assenti, quelle finte e quelle cattive. Lui suddivide il mondo delle relazioni in 4 quadranti:

  • Al primo quadrante mette l’assenza di relazioni. Ciò provoca isolamento, solitudine e – è stato provato – procura vari stati emotivi dannosi quali depressione, ansia, paura, paranoia…
  • Al secondo quadrante, inserisce le brutte relazioni. Qui ci si sente male perché in colpa, inferiori, si prova vergogna, si è abusati o sempre controllati.
  • Al terzo quadrante, parla di pseudo-relazioni. Sono quelle che portano a fantasticare su ciò che non è reale e questo può essere pericoloso per crearsi realtà che non ci sono. Vivere una vita finta, la persona sembra sentirsi appagata ma poi è profondamente vuota. E così poi nascono i riempitivi di cibo, sigarette o alcool in solitudine.
  • Al quarto quadrante, finalmente troviamo le relazioni positive! Sono quelle che incoraggiano, supportano, amano incondizionatamente, sono felici solo per il fatto di sapere che stai bene, non si aspettano niente da te. Fanno veramente stare bene.

Ok, dove sta la realtà in questo scenario?
Nel mezzo dei quadranti. Tutti noi viviamo relazioni false, vere, finte, assenti. Tutti noi a volte ci sentiamo colpevoli, giudicati, rifiutati, esclusi. Ma se è un sentimento passeggero è anche positivo, perché ci aiuta a crescere e a diventare emotivamente resilienti. Se è cronico, cioè troppo presente e frequente, allora è bene seguire qualche suggerimento del Dr. Cloud.

Il potere degli altri per elevarci

E allora ecco che per il Dr. Cloud, il potere degli altri deve essere seriamente selezionato. Se ti senti schiacciato da persone a te vicine, il suo suggerimento è quello di elencare le tue relazioni e tagliare i ponti con quelle finte e quelle cattive, tenere solo quelle buone e costruirne di nuove se necessario.

Le buone relazioni si individuano perché con quelle persone siamo noi stessi, non portiamo una maschera, non fingiamo, ci permettiamo di mostrare i nostri lati oscuri, le nostre paure, ci rimettiamo alla loro clemenza, siamo sinceri, aperti e sappiamo che ci amano per quelli che siamo. Con le persone che ci vogliono sinceramente bene noi coltiviamo la nostra salute, ci prendiamo cura della nostra igiene emozionale, aumentiamo la stima di noi stessi e ci sentiamo ben supportati dall’ambiente sociale che ci circonda.

Con tutti gli altri? Con tutti gli altri si impara a filtrare, “far rimbalzare” e scivolare addosso, a “rispondere a tono”, a ignorare… Tutte tecniche emotive di cui parlo in questo sito, fatti un altro giro e troverai forse le tue risposte.


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Comments 2

  1. Grazie Debora, articolo molto interessante che mi da forza… ho passato mesi molto pesanti e tristi ultimamente. Ho dovuto troncare i ponti un una mia amica, amica che io amavo come una sorella anzi di più. Sono stata rifiutata da un giorno al altro… messa da parte come un vestito che non piace più…
    Si l’ho filtrata … ho cancellato tutti i contatti ora… ma prima ho elaborato la rabbia, il dolore e ora mi resta la tristezza.
    Grazie per l’ascolto
    Rosalia

    1. facebook-profile-picture Post
      Author

      Ciao Rosalia,
      mi spiace per la perdita di amicizia. Spero di darti una mano nel gestire come ti parli, farti domande utili e circondarti di persone che ti valorizzino.
      Un caro saluto,
      Debora

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