La sfida dei 30 giorni per una nuova abitudine

Ecco un modo semplice e 4 indicazioni fondamentali per adottare una nuova abitudine senza accorgersene con la sfida dei 30 giorni.

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Sto guardando TED e arrivo su questo simpatico video di Matt Cutts, ingegnere in Google dal 2000 e seguo la sua semplice strategia dei 30 giorni. Sul suo sito riporta ben 8 pagine di blog in cui – con, ogni volta, una semplice sfida dei 30 giorni – ha adottato nuove abitudini. Alcune le ha mantenute, alcune gli sono “solo” servite per allenarsi a modellarsi.

La strategia della sfida dei 30 giorni

Vediamo come Matt Cutts è riuscito a ottenere così tanti cose, abitudini, risultati personali e lavorativi con semplici e ripetibili sfide che durano “solo” 30 giorni. Seguendo la sua video presentazione su TED con un’ottica da coach comportamentalista, affascinata da cosa si possa fare per abbattere abitudini non utili o adottare nuove abitudini, ho individuato 4 elementi fondamentali nella strategia di Matt Cutt che voglio condividere in questo articolo.

Se anche tu vuoi adottare una nuova abitudine che reputi giusta, che ti può far stare meglio, crescere a livello personale o professionale, questi 4 elementi potranno esserti utili. Abitudini da adottare in 30 giorni possono essere semplici o complicate: potresti voler smettere di fumare al mattino e cominciare – diciamo – da dopo pranzo, potresti voler smettere di guardare il telefonino la sera a letto, potresti voler imparare a fare il giocoliere con 4 palline da tennis, potresti voler imparare le 300 parole base della lingua parlata nel tuo prossimo viaggio vacanze… Qualsiasi cosa va bene: anche smettere di mangiare alle 20 di sera e permettere così al corpo di digerire e usare veramente i nutrienti, potresti voler iniziare a correre e adottare una di quelle sfide dei 30 giorni strutturate a minuti di camminata alternati a minuti sempre crescenti di corsa…

I 4 elementi fondamentali per far funzionare la sfida dei 30 giorni

Queste quattro prerogative sono conditio sine qua non, senza le 4 prerogative tenute contemporaneamente in considerazione, la sfida dei 30 giorni rischia di fallire durante il percorso.

  1. La sfida dovrà essere rispettata per i 30 giorni di fila, non oggi “Sì” e domani “Ops”. La sfida dei 30 giorni deve coprire proprio tutti i 30 giorni, sempre, ininterrottamente. E poi? Be’, sappi che poi, passati i 30 giorni, potrai sempre tornare indietro. E’ questo il bello, il senso di impegno c’è, ma a breve termine e permane un senso di libertà perché dopo posso sempre tornare a come era prima. Mettiamo il caso, come Matt Cutts, che tu voglia provare la sfida di non mangiare cioccolato per 30 giorni. Se poi non te la senti, è troppo sofferta – amen – potrai sempre tornare a mangiare cioccolato al trentunesimo giorno. Forse il trentunesimo giorno però lo mangerai con più attenzione, consapevolezza, coscienza. Forse sceglierai miglior qualità e minor quantità. Forse lo assaporerai di più… Chissà.

  2. L’oggetto della tua sfida dei 30 giorni sarà veramente voluto. Ok, non esageratamente voluto… Non vogliamo aggiungere aspettative al risultato. Restiamo con i piedi per terra, sapendo però che questa abitudine adottata è qualcosa di fattibile e che si adatta alla nuova percezione che avrai di te. Sei una responsabile d’ufficio e hai un certo tono da tenere, ti vesti bene, sei precisa con le borse e gli accessori, ma ti mangi ancora le unghie?!?!?!? Entrambe sappiamo che avere delle unghie “normali” ti migliorerebbe l’immagine, non solo delle mani ma della persona calma che riesci a essere anche nei momenti di tensione. Se ci pensi, ci sono mille cose che vuoi veramente ottenere e che – prese nel marasma della quotidianità – sono difficili da ottenere tutte insieme. Ma, una per volta, 30 giorni per volta, è fattibile, quasi facile. Ipotizziamo che tu segua 12 sfide dei 30 giorni in un anno e che vadano a buon fine: avresti 12 nuove abitudini adottate e saresti una persona nuova, letteralmente.

  3. Per abitudini che vuoi cambiare e quindi per quel qualcosa che vuoi abbandonare, vuoi trovare consciamente delle alternative valide. Dico consciamente perché tu vuoi proprio metterti lì con carta e penna e scrivere una ventina di alternative al desiderio di mangiare dopo le 8 di sera. Vuoi scrivere 20 cose FATTIBILI e PIACEVOLI che vorrai fare al posto di quella cosa, che ti consiglio di non nominare neanche! Questo è uno dei consigli che do a chi vuole ricominciare a mangiare solo per fame e quindi dimagrire per piacevole conseguenza. Se vuoi smettere di mangiarti le unghie, troverai una ventina di modi piacevoli e fattibili per fare altro in quei momenti in cui “prima” facEVI quella cosa lì. Se vuoi smettere di fumare, smettere di essere tentata dal divano sin dalle 4 del pomeriggio, se vuoi smetterla di correre dietro a gente che ti tratta male, dovrai redigere un elenco di molte alternative valide (almeno 20) di cose da fare, cose da dirti per fare altro, cose da immaginare per fare altro.

  4. E infine, dopo aver redatto l’elenco delle alternative, tu vorrai “sentire” a livello sensoriale ciò che vuoi fare come nuova abitudine. Se per esempio vuoi smetterla di guardare i Social la sera per addormentarti, guardati fare ciascuna di quelle venti cose che hai consciamente scritto e poi senti come starai emotivamente mettendo in atto ciascuna delle 20 alternative pensate. Come ti sentirai? Liberato? Felice? Soddisfatta? Orgoglioso?

Il circolo virtuoso della ripetizione

Sentire la soddisfazione di fare qualcosa che vuoi con tutto il tuo essere (conscio ed inconscio) ti permetterà di pianificare anche a livello sensoriale il tuo futuro. Adottalo per 30 giorni di fila e hai alte – anzi altissime – probabilità che diventi parte di te.

Lo sai com’è no? Un azione ripetuta diventa un comportamento, un comportamento ripetuto diventa un’abitudine, un’abitudine ripetuta diventa atteggiamento, questo atteggiamento ripetuto farà presto parte della tua nuova identità. Era proprio Gandhi che diceva:

Mantieni i tuoi pensieri positivi perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi perché i tuoi valori diventano il tuo destino.


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