Aggressività verbale e autodifesa verbale

Gli attacchi dall’esterno non sono solo fisici, oggi non basta fare il corso di Krav Maga per prepararsi a eventuali aggressioni, oggi è importante prepararsi anche con strumenti di autodifesa verbale.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!

Dove avvengono gli attacchi verbali?

Gli attacchi verbali per essere efficaci devono avvenire in luoghi a cui noi teniamo e da persone che possono compromettere la nostra sicurezza emotiva. Gli attacchi verbali provengono quindi da famigliari (famiglia acquisita/partner o famiglia d’origine), in ambito lavorativo, con amicizie o conoscenze “malsane”.

Cosa credono di fare gli “aggressori” verbali quando insultano?

Possiamo catalogare gli aggressori verbali in tre categorie in base al loro intento. L’intento potrebbe essere “positivo” ma con mezzi sbagliati o negativo, mirato proprio a escludere o a distruggere. Vediamo le tre categorie:

  • Quelli che credono di aiutare e in questa categorie vi inserirei gli spiritosi, quelli che credono di salvare il malcapitato con una battuta simpatica… Che credono di difenderlo, proteggerlo o risvegliarlo da un incantamento…

  • Quelli che vogliono controllare, abbassare, mettere in imbarazzo… E sono quelli che – sul lavoro per esempio – mentono, raggirano, creano sotterfugi… Insomma sprecano tanta energia per far del male e sperano di non essere beccati.

  • Quelli che dichiaratamente si dimostrano ostili. Il partner pericoloso che urla e grida contro (qui il campanello d’allarme deve suonare!!), quelli che distruggono, umiliano, denigrano, annullano… Loro sono veramente pericolosi perché la loro aggressività verbale rischia di sfociare in aggressività fisica.

Come si giustificano gli aggressori verbali?

Di solito la mettono sullo scherzo: “Guarda che stavo scherzando!”, “Tu sei troppo sensibile e non puoi capire“, “Se continui così ti farai solo del male e non diventerai mai forte”… Sono quelli che vogliono salvarti… in malo modo. Poi ci sono quelli che negano palesemente, quelli che alla fine fanno solo pietà: “Non è vero che gliel’ho detto io, sarà stata Alice”, e tra una bugia e l’altra funziona fino a che gli crediamo e poi il loro potere si annulla perché semplicemente un giorno esagerano e ce ne accorgiamo.
Infine, i più pericolosi si giustificano dandoci la colpa della loro aggressività e continuando a insultare e denigrare: “Sei una perdente”, “Non so come ho fatto a sposare una sfigata come te!”, “Sei tu che mi fai agire così, è colpa tua”.

Il discorso di fine anno del Presidente Mattarella

A proposito di autodifesa verbale, al 31 Dicembre 2016 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato alla nazione intera il triste dato delle aggressioni domestiche verso le donne. Mattarella, nel suo discorso alla nazione, riporta la seguente tragica statistica:

Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.

10 tipi di aggressioni verbali

Riconoscerli è già il primo passo. La consapevolezza di cosa ci sta succedendo è SEMPRE il primo passo per cambiare. Se hai bisogno di migliorare i tuoi strumenti di autodifesa verbale, inizia da questo elenco per capire come ti possono attaccare verbalmente e cosa poter fare in risposta.

  1. I ficcanaso passivi: sono quelli che rivelano indiscrezioni su di noi, mettono zizzania e lo fanno di nascosto.

  2. I ficcanaso attivi: sono quelli che ci stanno sempre addosso continuando a farci domande su cose che per noi sono private e non vogliamo o non siamo pronti a condividere.

  3. Gli Imperatori Romani: sono Cesare l’Imperatore che detta legge, non alzano mai un dito e danno ordini agli altri. Si credono un imperatore romano che si spreca perché deve ricordare ai subalterni cosa fare. Dicono cose come: “C’è la lavastoviglie da svuotare”, “Ho visto della polvere sotto il letto ieri”, “Bisogna fare benzina”. (Ok, tra partner questo lo facciamo tutti, ma – fino a che non resta uno sprone occasionale e reciproco per fare equamente le cose in casa – ci sta, abusato unilateralmente: no.)

  4. I sarcastici. Di sarcastici è pieno il mondo. Dicono “Guarda che la lavastoviglie non si svuota da sola”, “Guarda che una stampante che si mette i fogli bianchi da sola non l’hanno ancora inventata”, “Ah, non sapevo che parte dei tuoi compiti lavorativi fosse quello di comprarti le scarpe su Zalando…” e magari lo fai in pausa pranzo. (Ora, anche qui, se la battuta è una tantum per spronare l’impiegato distratto a rimettersi in riga, va benissimo, ma se è continuo sarcasmo è aggressione verbale.)

  5. I mind reader: questi danno proprio fastidio e sono un classico e pulito esempio di aggressori verbali. Sono quelli che sanno a cosa stai pensando, sanno come ti senti – addirittura – ti capiscono meglio di quanto tu possa mai capirti. “Sei stanco”, “Lo so che sei deluso perché il tuo ex non ti ha avvisato della sua nuova fiammante relazione”, “Tu hai solo paura di fallire un’altra volta. Se fai come ti dico io…”.

  6. I criticoni: sono quelli che criticano tutto e tutti. Nel mondo c’è troppa gente, in città c’è troppo caos, troppi stranieri, troppi turisti, ci sono troppe tasse, c’è troppa ipocrisia in giro, sono tutti dei rompiscatole, tu sbagli a fare così, sbagliate tutti…

  7. Gli scherzoni: quelli che scherzano e lo fanno perché dicono che vogliono proteggerti. Non lo sappiamo ma loro lo fanno per “salvarci” dalle delusioni del mondo! Sono quelli che scherzano sui nostri difetti fisici: “Con quel sederone che ti ritrovi non puoi certo andare a sciare/non puoi certo andare al mare/ non puoi certo andare al cinema”.

  8. Gli accusatori: è sempre colpa nostra o di altri se loro sono i ritardo, non hanno consegnato un lavoro, non sapevano una cosa, sono infelici, tristi, stressati… Non è mai responsabilità loro, neanche quando si tratta della loro emotività, è sempre colpa nostra o di esterni. “E’ colpa tua se ho perso il lavoro”, “E’ colpa tua se son ingrassato”…

  9. I minacciatori: sono quelli che insultano platealmente, sono pericolosi ed è meglio metterli in riga o stargli lontano. “Se ti becco ancora parlare al capo senza interpellarmi, te la faccio pagare cara”, “Se non mi previeni quando prendi questo genere di decisione, sei fuori dal team”, “Se credi di poter fare i tuoi comodi in questa casa hai sbagliato di grosso, il tuo posto è in cucina e non puoi andare al cinema senza di me”.

  10. Gli urlatori: dalla minaccia alle urla il passo è breve. E lo è altrettanto verso l’aggressività fisica. I minacciatori e gli urlatori sono da allontanare se la situazione persiste e se si aggrava. Gli urlatori sono quelli che ci insultano e fanno tutto ciò che abbiamo visto sopra ma con maggior aggressività, arroganza e veemenza. Insultano e urlano e noi dobbiamo stargli lontano.

Cosa fare per tutti gli altri casi di autodifesa verbale?

Per i casi di aggressività verbale contenuta e soft, possiamo imparare a difenderci e – devo ammettere – che quando ci si prende la mano – diventa anche divertente: possiamo controbattere con una battuta, con una domanda, possiamo indagare le loro domande con strumenti di Metamodello. Facciamo degli esempi utili:

Rispondi a tono al sarcastico o allo scherzone. Lui (o lei) dice: “Hai un sedere che fa provincia”. Il consiglio è quello di non restare zitti, di non digerire le parole e poi farsele girare nella testa per ore e giorni (!), il consiglio è quello di “Rispondere a Tono” come suggerisco ai corsi dal vivo di Indipendenza Emotiva. Rispondi con autoironia: “Almeno ovunque mi siedo sono comoda”, con autodifesa: “Io penso al mio ‘sederone’ e tu pensa ai fatti tuoi”. Puoi anche rispondere con l’andartene via: qui il silenzio è attivo e non passivo. Te ne vai, ignori la persona e non solo il suo insulto, gli togli il potere e ti allontani.

Metti in dubbio ciò che dicono con domande e meta modello. Non nella tua mente, ma ti rivolgi proprio a loro e chiedi: “In che senso dici che sbaglio sempre?” “Ti rendi conto che mi stai accusando di sbagliare sempre: quindi intendi anche quando ti ho salvato da quell’umiliazione l’altro giorno? Quindi intendi anche quando ti ho conosciuto e ti ho sposato 15 anni fa? Forse intendi che sbaglio sempre quando ti preparo da mangiare, ti lavo i vestiti e te li stiro? Perché se è così allora dovrei proprio correggermi e smettere all’istante di commettere tutti questi errori. Cosa ne dici?”. Oppure, al mind reader che sa cosa pensiamo e come ci sentiamo o al ficcanaso potremmo rispondere con una bella domanda spiazzante: “Cosa ti dice e come fai esattamente a sapere che io sono triste?” “E riesci anche a capire quando sono infastidita dai ficcanaso?”

Preparati prima alla tua autodifesa verbale

Parte della nostra crescita, indipendenza e educazione emotiva deve passare per questa autodifesa verbale. Se non è in famiglia, potremmo trovare fastidi sul lavoro o tra amicizie e conoscenze. Impara a riconoscere il tipo di aggressione verbale ed emotiva e impara a difenderti, rispondendo a tono, andandotene e ignorando il loro intervento o facendo domande per smontare totalmente la loro aggressione verbale. Anzi, il finale ideale, per insegnare a queste persone che con te il gioco non funziona, il tuo intento potrebbe essere quello di rigirare le loro parole a loro svantaggio, utilizzando proprio le loro armi: sarcasmo e umorismo, con fermezza e risolutezza.

Se hai letto questo articolo con interesse e hai persone che ti attaccano verbalmente intorno a te al momento, sai benissimo cosa ti dicono, a quale tipo di aggressione verbale appartengono e puoi prepararti a dovere. Il mio suggerimento è quello di SIMULARE PREVENTIVAMENTE. Riprendere una situazione passata e chiederti “Cosa avrei potuto rispondere per zittirlo/a?” “Come avrei potuto rendergli la stessa moneta, zittirlo, segnare i miei confini, sentirmi fiero/a di me?”.

La tua mente si preparerà correggendo virtualmente situazioni passate e imparerà al futuro e a come reagire la prossima volta che un’aggressione verbale rischia di accadere. Per quanto simulare preventivamente? Per più giorni, con più esempi e simulando diverse situazioni.


TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!


3 VIDEO GRATIS PER TE

Gestisci le tue emozioni, le tue abitudini e impara tanti strumenti per raggiungere i tuoi obiettivi con coerenza emotiva.



Manuale di indipedenza emotiva, un liro di Debora Conti

Potrebbe piacerti anche…

8 + 2 modi per motivarsi a lungo termine
19.021
Motivarsi potrebbe anche essere facile, ma motivarsi a lungo termine è difficile in generale, e difficilissimo per alcuni d noi. In questo articolo analizziamo 8 modi + 2 per motivarsi e restare motivati fino a che non è sarà necessario. Nel dizionario, "motivarsi" è quell'insieme di ragion...
Prepararsi per vincere
25.381
"Tutti vogliono vincere, non tutti vogliono prepararsi per vincere" - Paul Bear Bryant OBIETTIVO IN PROGRESS. Paul Bryant fu allenatore di football americano e a volte viene citato per frasi come quella che ho appena scritto. Alla fine, "prepararsi per vincere" è ciò che ci serve, è ciò che...
Il concetto di esposizione per la crescita personale
26.161
In psicologia si usa il concetto di "ESPOSIZIONE" per diminuire l'ansia dei pazienti. Riprendo questo concetto combinato con i Livelli Logici di Robert Dilts a vantaggio della tua crescita personale. "ESPOSIZIONE" TRA PSICOLOGIA E PNL. Parliamo della tua crescita personale, un cambiamento o ...
Come ridurre lo stress cronico e perché è fondamentale
14.938
Lo sappiamo ormai: esiste lo stress buono e quello cronico. Come possiamo ridurre lo stress cronico e tenerci solo quello utile? I tre ormoni dello stress I tre ormoni dello stress (adrenalina, norepinefrina e cortisolo) sono utilissimi per rispondere al pericolo. I primi due, ci dicono, son...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *